Le ingiustizie della vita a.k.a. se non son stronzi non li voglio

By The Faint

Partiamo da due situazioni, che vedono entrambe un ragazzo A e uno B. Il cambiamento di scenario è dovuto al “pensiero razionale” vs “la realtà dei fatti”.

Ragazzo A: di aspetto decente/bello, rispetta più o meno i canoni che mi piacciono, si mostra interessato a me per davvero e c’è un certo livello d’intesa a livello fisico.
Ragazzo B: di aspetto decente/bello, rispetta più o meno i canoni che mi piacciono, non mi fila e se lo fa dopo aver combinato qualcosa (dall’incontro al rapporto) comincia a non filarmi se non quando vuole lui.

Situazione “pensiero razionale”: a parità di condizioni, non cago il ragazzo B (altrimenti definito “stronzo”) e mi tengo stretto quello A costruendoci un “sano” rapporto di coppia.
Situazione “la realtà dei fatti”: a parità di condizioni, mi faccio il ragazzo A (senza usare inganni e solo dopo aver avuto il suo consenso) per poi cominciare (o continuare) a sbavare sul ragazzo B (lo stronzo), magari ci combino regolarmente qualcosa che non sfocia mai nel rapporto che tanto vorrei e allontano più o meno efficacemente quello A.
OSSERVAZIONI
- qualcuno leggendo sopra potrebbe pensare che sono emotivamente masochista, pirla (il che almeno in parte è vero :D ) o che non so bene cosa voglio. Sbagliato, se escludiamo il parzialmente pirla. Non mi prendo sbandate per lo stronzo in quanto tale: mi prendo sbandate per la persona che, solo in seguito, si rivelerà stronza.

- il fatto che non finisca in relazioni con il ragazzo B è un bene, forse un meccanismo più o meno conscio di autodifesa. Loro. Perchè certe volte, soprattutto nella fase ascendente di cotta, io a una storia ci penso. Grazie al cielo nella fase discendente adotto un meccanismo simile pure io. Ciò ovviamente non significa che ci tagli i rapporti, a meno che l’intesa sessuale (visto che quello è il massimo che posso sviluppare con loro e, ribadisco, non per mia scelta) sia disastrosa.

- razionalmente mi rendo benissimo conto che per ottenere una certa stabilità dovrei attenermi alla prima situazione. Il lato non-razionale però se ne strafotte alla grande: ci fa i balletti sopra il mio equilibrio, lo prende, lo rolla dentro una cartina e se lo fuma a colazione.

- forse (ma dico forse) una parità COMPLETA di condizioni non si è ancora verificata, e per questo mi sento irrimediabilmente attratto dai soggetti B: forse non ho ancora incontrato un ragazzo decente in grado di affascinarmi abbastanza. Al che mi trovo a elaborare tre ipotesi:

1) ho scritto in faccia “esca per lo stronzo, non toccare, pericolo di morte per i decenti”, non me ne sono ancora accorto e l’avviso li tiene lontani ;
2) tutti quelli decenti son già accasati;
3) non ho ancora incontrato quello decente giusto per me;
4) qualcuno degli stronzi è in fase bozzolo ma presto o tardi ne uscirà per diventare l’individuo giusto e, dopo averlo fatto penare un po’ (perchè è giusto che così sia) finiremo accasati felici e contenti in qualche villino o, in attesa di quello, in giro ma insieme l’uno con l’altro. Speriamo solo che non accada il contrario (da A a B).

Io spero nelle ultime due… ma intanto non mi arrendo.


6 Risposte a “Le ingiustizie della vita a.k.a. se non son stronzi non li voglio”

  1. io ù_ù Dice:

    Spero sia la 4 mio

  2. io ù_ù Dice:

    anadsihfasih penso di aver cliccato invio prima del dovuto XD

    spero anche io nella 4, perchè il decente non sembra proprio il tuo tipo… lo stronzo ti tira scemo sempre, ed è quello che cerchi tu! *serio*

  3. The Faint Dice:

    Non mi tira scemo sempre! Solo gli stronzi che meritano (o che hanno uno charme inconfondibile ù_ù) lo fanno. O se sono dive. Maledizione! XD

  4. kaloskagathos Dice:

    Sono a capo della commissione Flagellanti® da tempo. Sono lieta di informarLa che Lei è in possesso di tutti i requisiti necessari per l’ammissione. Le invieremo al più presto del materiale informativo!
    Ah, lo charme della stronzitudine… In bocca al lupo.

  5. matteo Dice:

    Bernalda – Appello disperato di un papà:
    «Fatemi rivedere la mia bambina»
    È un’attesa che sembra protrarsi all’infinito, sono un papà che non vede da più di 8 mesi la mia bambina di sette anni, questa mia non voluta assenza era già avvenuta in passato, precisamente nel luglio 2004 fino a Luglio 2005. Lo stabile dove risiedevo costruito esclusivamente da me, con i miei sacrifici di una vita, è così composto: al piano terra abitano i miei ex suoceri, al 1° piano la mia ex moglie, al 2° piano l’ex cognato, è proprio questa l’assurdità, pur abitando nello stesso palazzo non sono riuscito a vedere mia figlia per 1 anno intero. Non è bastata la forza pubblica e nemmeno l’intervento degli assistenti sociali, per non parlare del parroco del paese che, l’unica parola di conforto che mi ha saputo dire è stata “Purtroppo non posso fare niente, perchè contro il male non ci sono rimedi” questo è tutto quello che mi sono sentito dire di conforto da un rappresentante della chiesa di DIO. La situazione tra me e la mia ex moglie giorno dopo giorno si è fatta sempre più intricata, coinvolgendo anche la scuola, i medici, le rispettive famiglie oltre al tribunale dei minori. «Non so più a che santo rivolgermi sono sconsolato, mia figlia è sottoposta a subire una serie di plagi, causati in primis dalla madre, e poi da tutta la famiglia materna, che non le consentono di riallacciare alcuna relazione affettiva con me. Questo mi preoccupa ancora maggiormente. Ho tutti i diritti di sapere e di poter intervenire per il suo bene». I regali di Natale che mi aveva chiesto mia figlia con la letterina scritta di suo pugno, sono ancora incartati, come tutti i vestiti che le ho comprato, il tempo per me si è fermato al 4 dicembre. Da allora una sensazione di tristezza aleggia tra le vecchie mura della casa della mia anziana madre, dove ora risiedo, un’antica dimora ubicata nel centro storico di un piccolo paese del Salernitano, ( Penta di Fisciano ) dopo essere stato letteralmente minacciato, denunciato e calunniato da tutta la famiglia della mia ex moglie, alla fine ho preferito per salvaguardare la salute psichica della bambina, che era costretta a vedere scene e minacce orribili rivoltemi, di lasciare il lavoro e la piccola casa, assegnatami dal giudice. È ora, lancio l’ennesimo appello alla madre: «Chiedo solamente e concludo che si rispetti la decisione del tribunale dei minori di Potenza e che le determinazioni dei giudici vengano accettate con serenità e con distensione. I figli hanno bisogno di entrambi i genitori e i genitori hanno l’obbligo morale, giuridico, civile e non soltanto affettivo di comportarsi nell’interesse esclusivo dei figli, soprattutto quando c’è di mezzo la disgregazione del nucleo familiare». La mia separazione è avvenuta in modo consensuale all’inizio del 2003, trasformandosi in giudiziale poco dopo, ma, affermo, «bisogna voltare pagina e ognuno si prenda le proprie responsabilità e chiudere con i conflitti personali e ricreare per il bene della bambina un clima collaborativo e protetto al fine di ripristinare una corretta relazione educativa».¬
    ti sarei grato se potessi divulgare questo mio msg ai tuoi amici, basta anche 1, non sai che aiuto mi potresti dare. Grazie ancora Matteo. M.
    La mia rincresciosa e umiliante vicenda a veramente dell’inverosimile, sarei felice di raccontarti una parte della mia storia, ma so che potrei essere noioso, non capisco perché ho deciso di inviare questi msg, all’inizio è stato solo uno sfogo, un piccolo segno di protesta, oggi stò riscontrando un notevole interesse dell’opinione pubblica, ed è proprio quello che mi sono prefisso, non so dove arriverò, posso solo dire che sono appena 3 giorni che ho divulgato questo msg di dolore e di ingiustizia, e già ci sono decine e decine di persone, che vogliono essere messi al corrente, molti mi sono vicini, dandomi un sostegno soprattutto morale,
    credo che questa sfida alla fine, forse tra anni, la vincerò, soprattutto per dare un senso a questa mia vita.
    Devo vincerla questa sfida, anch’io ho bisogno di trasmettere un pò di amore a mia figlia, anche se ormai sto perdendo tutta la sua adolescenza spero che il tempo mi dia ragione.
    Vorrei tanto poter raccontarti la mia storia, sarei molto felice di poter avere un tuo punto di vista, un tuo suggerimento Ma soprattutto sarei felice di gridare il mio dolore a tutti. Spero che questa mia storia potrà servire a qualcosa, forse a niente, ma sicuramente potrà far riflettere qualcuno a non commettere gli stessi errori o a subire gli stessi abusi quelli che ho subito io, pur di avere la possibilità di fare il padre.
    Il compito che mi sono preposto potrebbe essere banale, ma e quello di entrare nel cuore delle donne, le madri di domani, a non commettere gli stessi errori della maggior parte delle mamme di oggi, che strumentalizzano i propri figli, pur di arrivare ai propri subdoli scopi.
    Questo e chiedere soltanto giustizia e uguaglianza.
    indirizzo msn mattel62@hotmail.it, qui troverai anche il mio blog

  6. antonio Dice:

    ciao

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