Giornata fiacca oggi.
Son rimasto a casa per cercare di risolvere alcune magagne universitarie. Non potendo studiare perchè al computer, ho ascoltato musica e mi son ritrovato faccia a faccia con i miei ultimi fallimenti. Uno in campo universitario; l’altro colui che mi ha rifiutato qualche tempo fa. Il secondo l’ho sempre davanti agli occhi. Brucia. Fa male. Eppure non riesco a farne a meno. Perchè se lo lasciassi andare l’avrei perduto per sempre. E non voglio che accada. Non ora, almeno.
What do you do when you know something’s bad for you
And you still can’t let go?
Bella domanda.
Mi verrebbe da dire che non faccio nulla. Mi tengo ciò che mi fa male se questo non sfugge e, contemporaneamente, parto alla ricerca di qualcosa che mi faccia star meglio. Se ho bisogno di qualcosa senza troppe pretese, ricorro ai cari precedenti. Quelli che non son spariti nella mia vita ma nemmeno posso dire che ne facciano parte. Persone comode, ma che mi piacciono. So che a freddo sembra stia parlando di oggetti, però non è così. Come ho detto in precedenza, anche nel minimo un po’ di sentimento ce lo metto. Fosse solo un’uscita per qualche chiacchera (raro) o per sesso.
It’s your lust and pain
It’s just your lust and pain
I’m into
Verso un paio di persone questi versi citati sono veri. Non mi interessano da altri punti di vista. Anche perchè son loro a farsi vivi, io posso provare a cercarli ma loro non rispondono. Mai.
You spend time
Just enough so you get yours, and I get mine
No strings attached
I want your body, not your heart
Qualcosa di questo genere… all’inizio verso uno dei due provavo qualcosa. Pessimo, pessimo, pessimo errore. Ringrazio solo che la nuova distrazione non ha tardato a fare il suo ingresso in scena. Qualsiasi cosa provata nei confronti di uno dei due sopra, al di fuori del piacere fisico, è stata solo uno spreco.
Certo non mi faccio grande pubblicità a scrivere queste cose, ma non ci posso fare più di tanto. E’ ciò che sono. Son parte del mio passato e, belle o brutte che siano, non posso tornare indietro a cambiarle. Al momento non posso nemmeno rinunciarvi. Da solo non sto propriamente bene. Al di fuori dei ragazzi con cui sto nessuno che conosco ci mette molto per darmi del contatto fisico. Non intendo di natura prettamente sessuale: mi riferisco anche a un abbraccio, una pacca, una spalla su cui piangere. Niente. Odio la mancanza di cultura del contatto fisico. Perchè i gesti certe volte fanno un lavoro migliore rispetto alle parole, ma a quanto pare, da queste parti, se sei maschio e abbracci un altro (o vuoi essere abbracciato) sei per forza gay. Ok, io lo sono, ma insomma, non è un discorso difficile. Avete capito, no? Io amo il contatto fisico. E’ ciò che il più delle volte mi sblocca. E se me lo danno solo di natura sessuale, lo prendo. L’utile al dilettevole
Colui che mi ha rifiutato nemmeno mi ha sfiorato. O almeno, non per sua iniziativa. Spero che continuando a conoscerci le cose un giorno migliorino, perchè tanta freddezza in un’amicizia mi è insopportabile.
What did I do to deserve
The pain of this moment
E’ vero, fa male. Ma ciò che non uccide fortifica. E speriamo sia vero.
Canzoni citate nel post:
Christina Aguilera – Walk Away
Christina Aguilera – Get Mine, Get Yours
Sandra Nasic & T. Raumschmiere – A Very Loud Lullaby
Maggio 30, 2007 alle 9:40 am
Ciò che non uccide fortifica… Io la trovo una frase bellissima. Che, sono tirchi di abbracci? C’hanno bisogno di una bella tirata d’orecchie!
Buona giornata, e abbraccia chi vuoi!
Besos